Rivoluzioni arancioni o l'inizio di una nuova guerra fredda

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Изображение пользователя Валерия Пиффари.
Tredici anni dopo la fine dell'Unione Sovietica, la gerarchia della stampa americanaè sembrata ansiosa di volgere la contestata elezione presidenziale del 21 Novembre in Ucraina in una nuova Guerra Fredda con la Russia. Ancora peggio, i più; entusiasti non sono stati i soliti russofobi ma influenti opinion-makers e pubblicazioni reputate esemplari per equilibrio, moderazione, addirittura ‘liberal’e aperte. La premessa fondamentale era che gli eventi in Ucraina erano, nella formulazione allarmista dell’editorialista del Washington Post, Jackson Diehl, “disturbanti memorie del 1947- 48” (6 Dic.). La sua collega del Post, Anne Applebaum, piu'; churchilliana: “Guardando indietro, possiamo vedere il 2004 come l'anno in cui una nuova cortina di ferro è calata attraverso l'Europa” (24 Nov.). Non sorprende che si dica che la sola causa della fatale possibilita' di una rinnovata Guerra Fredda- nelle parole ugualmente presaghe di un articolista del New York Time, Nicholas Kristof (15 Dic.)- sia stato “un massiccio e malefico intervento russo in Ucraina” per aiutare il candidato favorito di Mosca, Viktor Janukovich, come il Post ha ripetutamente denunciato in un torrente di editoriali (31Ott., 23 Nov., Nov. e 2 Dic.). Considerando che il Presidente russo Vladimir Putin aveva corteggiato l'Ovest per cinque anni, facendo anche passi senza precedenti nel sostenere pubblicamente la rielezione del Presidente George W. Bush, come può ora essere definibile come Guerra Fredda la campagna pro Janukovich del Cremlino, come denuncia la pagina editoriale del redattore del Post, Fred Hiatt (13 Dic.)? E’ stata completamente rimossa l’eventualità; che la Russia possa avere una legittima sicurezza o altro interesse nazionale in Ucraina, paese al quale è stata per secoli strettamente e anche familiarmente legata da geografia, tradizioni, lingua, religione, legami matrimoniali ed economici. Infatti, secondo un rapporto firmato da Elisabeth Bumiller sul Washington Time (30 Nov.), “Specialisti sulla Russia dicono che il coinvolgimento di Putin in Ucraina è ora la più; seria ingiuria agli occhi degli americani.” (non sembra agli occhi degli ucraini: in un’indagine fatta a fine Dicembre 2004, l’83% degli ucraini ha espresso di avere una " buona" opinione della Russia, e il 50% rimpiangeva anche la fine dell’Unione Sovietica.) Non è stato loro chiesto come Putin avrebbe potuto reagire al notorio (almeno al Cremlino) “coinvolgimento” degli US in Ucraina a favore di Jushchenko. Per esempio, la protesta indignata che Mosca abbia organizzato un “afflusso di massa di celebrità; russe" per promuovere Janukovich (Stephen Sestanovich, Post op-ed, 19 Nov.), suona particolarmente falsa alla luce della compiaciuta testimonianza di un ufficiale del Dipartimento di Stato, ad un comitato nazionale il 7 Dicembre, che il governo US aveva spedito in Ucraina una propria delegazione di notabili; che includeva i Senatori John McCain e Richard Lugar, il Segretario della Difesa Donald Rumsfeld, l’ex Presidente George H.W. Bush, l’ex Segretario di Stato Henry Kissinger, Madeleine Albright e l’ex Comandante Nato, nonché candidato presidenziale Democratico, Gen.Wesley Clark. ... http://www.resistenze.org/sito/os/mp/osmp5...

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